Murray si riprende la leadership sul cemento; Amélie è davvero tornata; Radek incanta a San Jose

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Nel giorno del cinquantesimo compleanno di John McEnroe, si sono giocate due finali importanti a Rotterdam e Parigi, che hanno confermato la supremazia cementifera di Andy Murray e hanno sancito il ritorno ad alti livelli di una campionessa che temevamo spacciata.
Rotterdam. Andy Murray contro Rafa Nadal, facile a dirsi e ugualmente a farsi. La finale annunciata tra il Toro di Manacor e il Vampiro scozzese rispetta tuttavia le attese soltanto nel primo set, quando entrambi si confermano solidi al servizio. La differenza è in un solo break, piazzato da Murray nel sesto gioco per uno dei rari errori dello spagnolo; il primo set finisce 6-3. Ben altra musica nel secondo set, dove - incredibile dictu - si assiste ad un'incredibile girandola di sette break consecutivi, dal 2-1 Nadal fino al 6-4 per lo spagnolo, che già dà qualche inquietante segno di cedimento tuttavia non sfruttato da Murray. Il match in pratica finisce qui, perchè solo l'orgoglio del combattente impedisce a Rafa di gettare la spugna, nonostante evidenti problemi ai tendini delle ginocchia (già manifestatisi sul finire dell'anno scorso) che gettano qualche ombra anche sul proseguo della stagione, sui mesi della terra battuta e in definitiva sui suoi propositi di Grande Slam. 6-3 4-6 6-0, per Murray è il secondo torneo stagionale (dopo Doha) e il decimo in carriera.
Parigi. Amélie completa la sua settimana della Resurrezione, appena dopo la doppia sconfitta rimediata in casa in Fed Cup da Pennetta e Errani. La Mauresmo mancava da due anni alla finale di un torneo (Anversa 2007), ma il suo stato di grazia le ha permesso di passare sopra a tutto, compresa quell'Elena Dementieva che, risultati alla mano, poteva ben definirsi la tennista più in forma del momento. Il venticinquesimo titolo in carriera di Amélie arriva alla fine di una finale tirata ed incerta, in cui Amélie passa dalle difficoltà di trovarsi sotto 3-5, risalire fino al tie-break e annullare un set point sul 6-5 all'esaltazione di chiudere infine 9-7. Elena ritorna in controllo del match nel secondo set, vinto 6-2; ma Amélie, sospinta anche dai 5000 dell'arena intitolata a Pierre de Coubertin, riprende in mano la partita, vola 5-1, fa tremare facendo riavvicinare la russa a 5-4 e finalmente vince, 7-6 2-6 6-4.
San Jose: splendido Radek Stepanek, che appaga gli esteti e i romantici estromettendo dal torneo il brutto Andy Roddick, con buona pace degli organizzatori che sognavano una finale all-american. Radek ha sorpreso in semifinale A-Rod battendolo per 36 76 64, e in finale ha incrociato Mardy Fish, un altro dei pochi superstiti del serve&volley, regolando anch'egli in tre set, 36 64 62, conquistando il secondo torneo stagionale (dopo Brisbane) e tornando nei primi 20 del mondo (questa settimana è numero 19).
Pattaya City: Vera Zvonareva ha mantenuto il pronostico e, da unica top-10 del torneo, ha fatto suo il WTA thailandese battendo in finale Sania Mirza 75 61. C'è stata partita solo nel primo set, poi la russa (all'ottavo torneo in carriera) ha preso il largo e ha chiuso il suo cammino senza perdere neanche un set, plaudendo evidentemente alla propria idea di evitare l'affollamento parigino di top-10 per andarsene in Oriente.

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