PROLOGO. In campo l’italiana con cognome da francese e la francese con cognome da italiana.
Tathiana Garbin ha come sempre il prezioso dono di stupire: ogni gennaio la si dà per spacciata, e invece riesce sempre a piazzare qualche zampata. Qui a
Brisbane ha superato in scioltezza due turni e oggi parte sfavorita contro la n. 17 al mondo
Marion Bartoli, che però non è in condizioni esaltanti (al secondo turno ha sofferto parecchio contro la qualificata ungherese Czink). Entrambe le giocatrici hanno mietuto uno scalpo importante nel Grande Slam: trattasi di Justine Henin, battuta dalla Bartoli in semifinale a Wimbledon 2007 e da Tathiana al primo turno del Roland Garros 2004.
PRIMO SET. Tathiana al servizio. I due commentatori hanno ricordato che la Bartoli vuol essere chiamata col suo cognome pronunciato in italiano, dunque Bàrtoli, come il ciclista. Nei primi scambi si lotta sempre e solo dal fondo, sconfortante caratteristica del 98% ormai dei match femminili; perciò, ad eccezione di pochissime, tutte le giocatrici sembrano uguali. Primo game vinto comodamente da Tathiana grazie a una Bartoli molto fallosa:
1-0. Marion tiene a zero il servizio,
1-1. Gran dritto di Tathiana al culmine di uno scambio architettato benissimo, per il 30-0; peccato che a rete la Garbin non sia ugualmente efficace e la francese torni sotto 30-30. La francese arriva a palla-break ma se la divora con un rovescio inutilmente troppo angolato; perciò, Tathiana ritrova un po’ di verve nel servizio e porta a casa il game:
2-1. Inquadrato in tribuna il coach di Tathiana, Francesco Cino, anche allenatore (e fidanzato) di Roberta Vinci. Notevole ace di seconda di Marion, che persiste da anni a battere in un modo esteticamente orripilante (impostole dal padre-padrone) ma che evidentemente dà i suoi risultati.
2-2, match dall’andamento maschile, confermato dal game successivo in cui Tathiana sforna addirittura due aces (!) e risale
3-2. “Strong legs”, dice la commentatrice a proposito della “italian woman”. Compare anche il temibile allenatore di Marion (di cui si parla rapidamente nell’interludio), che ha una vocina da doppiatore di cartoni animati. Il successivo è un game importante perché Tathiana risale da 40-0 a 40-40, prima però di arrendersi alle seconde mai banali della francese. E’ comunque evidente che la Garbin ne ha, e forse ne ha anche più della sua avversaria; le rincorse disperate non la spaventano né la fiaccano, e a volte porta a casa punti che valgono doppio. Ho parlato troppo presto: sul
3-3 la Bartoli sale a palla-break (la sua seconda) e la trasforma con un clamoroso recupero in pallonetto, piazzato sulla riga, che strappa l’applauso della Pat Rafter Arena. Garbin ansimante al cambio di campo. Nel game successivo Tathiana rimonta da 30-0 a 30-30, ma ancora una volta la francese piazza l’allungo decisivo; Marion ha alzato notevolmente il proprio livello negli ultimi games e, nonostante la Garbin sia brava ad evitare il calo depressivo , si issa a set point, trasformandolo per un evitabile errore di rovescio di Tathiana.
6-3.
INTERLUDIO. Qualche nota biografica su Marion Bartoli. Assurta a improvvisa notorietà a Wimbledon 2007, quando – come dicevamo nel prologo – giunse in finale dopo aver dato in semifinale alla Henin una delle più memorabili ripassate della carriera di Justine, anche lei ha un padre che ve lo raccomando: Walter, medico esperto di fisica e psicologia, ha deciso di allenare personalmente la figlia dopo aver testato (e scartato) sei persone diverse tra preparatori e coach. Anche la simpatica Tathiana Garbin (detta Tax), prediletta di Gianni Clerici, non ha avuto un’esistenza banale: a 22 anni, ad esempio, si è dovuta operare alla tiroide per l’asportazione di un nodulo benigno.
SECONDO SET. Arriva mister Cino (che la grafica trasforma in Cina) a catechizzare Tatiana: “rallentare un po’ il ritmo con il back e poi velocizzare”. Tax sbuffa: “Che fatica”. I due concordano sull’ottima prova della Bartoli, “tira la seconda a 170, cazzo!”, asserisce la Garbin. (Molto brillante l’idea di consentire ai coach di assistere le giocatrici, anche dal punto di vista dello spettacolo). I consigli del mister funzionano perché per la prima volta nel match Tathiana ottiene una palla break, trasformata con un magnifico lungolinea di dritto:
1-0 Garbin e servizio. A Brisbane non c’è Occhio di Falco, per cui non sapremo mai se questo dritto chiamato fuori a Tathiana fosse buono o no. Tax paga lo sforzo del game precedente e concede a Marion una palla del contro-break, realizzato per un altro evitabilissimo errore di rovescio:
1-1, tutto da rifare. La Bartoli continua a servire male e commette due doppi falli, ma il rovescio di Tathiana è sceso un attimo a comprare le sigarette: altri tre errori di fila e game – francamente – regalato.
2-1 Bartoli. Garbin fuori dalla grazia di Dio e altri rovesci sballati, quindi arriva un dritto di Marion a spolverare la riga e
3-1 che suona come un de profundis; l’impressione è che Tathiana, a 1, ci rimarrà. E invece no! Una Bartoli per nulla trascendentale cede addirittura a zero il proprio successivo game di servizio, alimentando il sospetto che il tennis sia un argomento molto frequente nei discorsi ambientati nelle sale d’aspetto degli studi di barbuti analisti viennesi.
3-2 Bartoli e servizio Garbin, due break per parte. Tax ha una palla del 3-3, la manca, concede una palla del 2-4, la annulla, ne annulla un’altra con un dritto sulla riga, ne concede una terza e poi il gioco s’interrompe per imprecisati ululati provenienti dalla tribuna che suscitano l’ilarità del pubblico e della Garbin stessa. Quando si riprende, ancora il maledetto rovescio tradisce Tax:
4-2. Nel game successivo, purtroppo, la musica è cambiata: la Bartoli dilaga e tiene a zero la battuta:
5-2. Torna giù il signor Cino, che tesse le lodi della francese con un buffissimo accento pugliese e consiglia di giocarsi il tutto per tutto a suon di palle corte (ed eventualmente passanti). Ecco che arriva la prima: 15-0. Attenzione, gran punto! Prima esterna di Tathiana, risposta mostruosa di Marion all’incrocio delle righe e strepitoso (e fortunoso) salvataggio di Tax con palla messa sulla riga opposta. La tattica quantomeno funziona perché Tax tiene a zero il servizio:
5-3, Bartoli serving for match; e attenzione, 15-30 con la Garbin che sta sparando al massimo. Il solito rovescio fa smadonnare Tathiana e porta la Bartoli a due punti dalla vittoria. Segue uno scambio durissimo vinto con gli artigli dalla Garbin, che ha dunque un’inaspettata palla del 5-4. Altro errore di rovescio, e basta! Parità. Altra monumentale vaccata di Tax con la smorzata di rovescio, ne azzecca davvero uno su tre; match point Bartoli. Si chiude come peggio non si può, con un comodissimo dritto a campo aperto clamorosamente messo lungo.
6-3 6-3, la vittoria della francese ci sta, ma questo cruciale ultimo game poteva essere giocato decisamente meglio.

Visti i non esaltanti risultati rimediati con gli italiani (tre match, tre sconfitte), per domani sarà meglio volgere lo sguardo ai cugini francesi. Non prima delle 11, domattina, sarà di scena a Brisbane il derby transalpino
Gasquet-Tsonga.