
Dal n.1
Dimitrov al n.2; discendendo il ranking ITF ci s’imbatte in un altro tennista asiatico, questa volta proveniente dall’Estremo Oriente.
Tsung-Hua Yang viene da Taipei, e a prima vista non sembra essere un buon segno per il futuro del nostro sport. Impressione confermata a un primo giro su Google: bisogna finire sulla versione in inglese del Taipei Times per scovare un articolo sulla sua qualificazione alla finale dell’Australian Open juniores 2008 (battendo in semifinale 6-4 7-6 il reclamizzato
Ryan Harrison che abbiamo già incontrato la settimana scorsa).
Eppure, a livello giovanile, il suo 2008 non teme confronti: finalista a
Melbourne (dove ha perso da
Bernard Tomic), ha addirittura vinto il
Roland Garros battendo in semifinale la testa di serie n. 2 (il messicano Ramirez, piegato dopo una guerra di nervi e di palle break) e in finale il polacco
Jerzy Janowicz; dopo una battuta d’arresto a
Wimbledon (fuori agli ottavi contro l’australiano Thomas; ma si è rifatto vincendo in doppio insieme a Su-Wei Hsieh: curiosamente, sulla stampa locale questa vittoria è stata molto più reclamizzata rispetto a quelle in singolare), è tornato ad alti livelli a
Flushing Meadows dove ha nuovamente raggiunto la semifinale, battuto due set a uno da
Dimitrov.
Della sua vita extra-tennistica e delle sue origini non si sa molto anche perché non si è ancora mai affacciato ai challenger europei, preferendo i più rassicuranti tornei asiatici; è un classico destrorso e gioca il rovescio a due mani. Attualmente è
n. 548 della classifica ATP, dopo essere stato anche in 470° posizione lo scorso agosto.