Martedì 9 Dicembre 2008, 02:54 in Amarcorddi Giuseppe Pastore
Il terremoto di Wimbledon prolunga inevitabilmente i propri effetti sismici anche nella classifica ATP: a luglio Rafael Nadal inizia ufficialmente le operazioni di sorpasso ai danni di Roger Federer. Un momento storico, una svolta epocale in uno sport in cui il migliore al mondo era sempre lo stesso da 235 settimane, quattro anni e mezzo, dal 2 febbraio 2004. L’estate del cemento americano sancisce questo cambio della guardia. A Toronto, sesto Masters Series della stagione, il Re si scopre drammaticamente nudo: esce addirittura al secondo turno (l’esordio per lui) contro il francese Gilles Simon, che scopre improvvisamente di avere i mezzi per ottenerne lo scalpo. 2-6 7-5 6-4, con parziale-shock di 3-0 pesante (con due break) a chiudere il terzo e decisivo set. Federer è nervoso, sbaglia tanto di rovescio, cede ad un giocatore “normale”, meno aggressivo di Murray e meno estroso di Stepanek che l’avevano sconfitto a Dubai e Roma. E intanto Rafa vola: salta Djokovic in semifinale e vince a mani basse 6-3 6-2 la finale contro il redivivo Nicholas Kiefer (che in semifinale aveva battuto proprio Simon; video sotto, highlights delle due semifinali), diventando il terzo giocatore più giovane dell’era Open dopo Borg e Connors a vincere 30 tornei ATP in carriera.
Mentre Flavia Pennetta inaugura alla grande la sua bella seconda parte di stagione 2008 (finale a Los Angeles, dov’è sconfitta da Nadia Petrova), i maschietti si trasferiscono a Cincinnati, dove il tramonto di Roger assume colori impressionistici. Salvatosi per un pelo dall’onta di una nuova sconfitta al primo turno per mano di Robby Ginepri (Ginepri! Incredibile dictu), colpito da braccinite al momento di servire per il match sul 7-6 6-5 a suo favore, perde due giorni dopo dalla pertica Karlovic 7-6 5-7 7-6, che lo batte a suon di aces senza mai togliergli il servizio. E perciò, che sorpasso sia: dopo Moya 1999 e Ferrero 2003, Rafael Nadal diventa il 18 agosto il terzo spagnolo n.1 al mondo. Intanto Djokovic fa fuori i due italiani Bolelli (che spreca otto palle-break e perde 7-6 7-6) e Seppi (travolto 6-1 6-2) e in semifinale elimina un Nadal scarico (video sotto). All’atto finale contro Murray, però, è lo scozzese a prevalere a sorpresa dopo un match equilibrato e appassionante vinto in due set 7-6 7-6.
Prima di Flushing Meadows, gran parte del circo si trasferisce a Pechino: per la prima volta il torneo olimpico dà punti ATP, e vi partecipano perciò tutti i migliori. Quasi: un serio infortunio alla spalla mette fuori causa Maria Sharapova, impedendole anche di continuare la stagione: la rivedremo nel 2009. Nadal, travolto dall’affetto degli sportivi di tutto il mondo di stanza al Villaggio Olimpico, rischia grosso contro l’unico non top player che lo mette in difficoltà: è il nostro Potito Starace, che gli strappa il secondo set prima di cedere con onore al terzo. Chi sogna una nuova finale Nadal-Federer rimarrà deluso: Roger esce ancora in anticipo, stavolta ai quarti, contro quel James Blake che aveva sempre battuto 8 volte su 8 (si rifarà in doppio con l’oro conquistato insieme a Stanislas Wawrinka, e festeggiato con un’esultanza per lui esagerata che ne tradisce tutta la tensione per la sua annata da dimenticare). Perciò il tabellone si trasforma in un’autostrada per il solito diavolo d’un Rafa, primo anche sul cemento e medaglia d’oro grazie al perentorio 6-3 7-6 6-3 rifilato in finale a Fernando Gonzalez (qui la cerimonia di premiazione). Il podio femminile è invece tutto russo: oro – finalmente! – all’eterna seconda Elena Dementieva (video sotto, l'ultimo game), davanti a Dinara Safina e a Vera Zvonareva. All’Italia, al solito, resta solamente il rammarico per la semifinale di doppio buttata nel water da Francesca Schiavone e Flavia Pennetta, sciaguratamente eliminate dalle sorelle Bondarenko dopo aver avuto tre match point.