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La leva tennistica dell’89, parte II – Le giovani tenniste italiane pronte al grande salto

Giuseppe Pastore avatar Venerdì 26 Dicembre 2008, 18:24 in Giovani, Profili di Giuseppe Pastore

Lo scorso 20 dicembre avevamo dedicato un post ai giovani italiani che avevano ottenuto nel 2008 i loro primi punti ATP. Naturalmente ci sono anche le donne, e come spesso succede nel tennis (ma non solo) i loro risultati sono anche superiori a quelli dei loro coetanei maschi. Segniamoci perciò questi tre nomi: Corinna Dentoni, Astrid Besser e Camila Giorgi (foto in alto).
Corinna Dentoni da Carrara, 1989, alta (1,75) e potente, è la nostra punta di diamante per il futuro immediato. Le sue armi migliori sono il rovescio bimane, un colpo davvero naturale con il quale non sbaglia praticamente mai, e soprattutto lo spiccato senso tattico e geometrico che ne fanno una specie di Hingis in sedicesimo (esageriamo? Massì, è Natale). Il servizio è insidioso ma ancora poco potente; il dritto va e viene, sa essere decisivo in fase d’attacco ma in fase difensiva è ancora troppo debole e insicuro; sugli spostamenti laterali e in avanti si può migliorare. Dall’inizio dell’anno è stata presa in cura da Laura Golarsa, con la quale si è concentrata soprattutto su un gioco più vicino alla linea di fondo, per non farsi sovrastare dalla potenza delle avversarie più titolate. Ha chiuso il 2008 in forte crescendo ed è attualmente n. 141 del ranking WTA; nel 2009 bisognerà trovarla nelle top 100.
Astrid Besser, nonostante il nome esotico, è un ’89 nata a Quarrata (Pistoia). Ragazza prodigio che a 13 anni era già seconda categoria, presenza stabile in tutte le Nazionali giovanili, è stata negli anni successivi frenata dai problemi fisici: una fastidiosa fascite plantare l’ha costretta a portare il gesso per diversi mesi. A un 2007 da dimenticare ha fatto seguito un 2008 decisamente incoraggiante, che l’ha vista scalare 160 scalini e attestarsi in 175° posizione: un piazzamento sicuramente da migliorare, insieme a un dritto che ha pochi precedenti nel tennis femminile. A causa di due diverse e contemporanee impartizioni ricevute da piccola, Astrid può infatti giocare questo colpo indifferentemente a una o due mani, e questo paradossalmente la ostacola nel trovare sicurezza e familiarità con una delle due soluzioni. E’ un equivoco importante che la penalizza; i propositi per l’anno nuovo sono quelli di crescere tecnicamente e di osare qualcosa in più anche dal punto di vista della programmazione.
E infine, Camila Giorgi. Dev’esserci davvero qualcosa di buono se la Gazzetta dello Sport le dedicò un articolo nella primavera del 2006, quando lei aveva ancora 14 anni e, fomentata dal padre, si lanciava in dichiarazioni ardite (“Fra due-tre anni sarò numero uno del mondo). Nel 2008 non è diventata numero uno del mondo, ma da numero 500 e rotti ha tenuto in scacco una navigata top 100 come Jill Craybas alle qualificazioni di Roma, cedendo solo al tie-break del terzo set. Altro highlight della stagione: il primo set vinto a Firenze 6-0 contro Jelena Dokic, prima di perdere al terzo. Nata a Macerata da genitori argentini, si allena a Thivernal-Grignon, periferia ovest di Parigi, all’accademia di Patrick Mouratoglou, guru di Marcos Baghdatis e altri; è numero 505 del ranking. Che dire? Sulla carta è fortissima, ha fondamentali di primissimo livello, è rapida, reattiva, esplosiva e gioca d’anticipo; tatticamente è inesistente, ha condotte di gara imperscrutabili, e del resto il padre-padrone Sergio si ostina a ripetere che non le servono coach ma solamente sparring-partner. Il rischio, come sempre, è quello di averla caricata di troppe pressioni.

Video: un minuto di allenamento di Corinna Dentoni

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2 commenti
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29 Dic 2008
alle 11:25

Giuseppe Pastore

Grazie Roberto, mi perdonerai ma dicembre è notoriamente un mese nero per chi deve scrivere di tennis... stiamo contando i giorni per l'inizio di Doha...

buon tennis e buone feste!

 

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28 Dic 2008
alle 23:58

Roberto Commentucci

Beh, che dire Giuseppe, mi fa piacere che i miei articoli ti inspirino ulteriori approfondimenti... Buon tennis!

Con simpatia.

 Roberto

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