blogo, informazione indipendente
Logo Blogosfere

A proposito di genitori e figli: la storia di Jelena Dokic

Giuseppe Pastore avatar Martedì 16 Dicembre 2008, 02:58 in Profili di Giuseppe Pastore

Alla data di oggi, 16 dicembre 2008, il sito Internet di Jelena Dokic la segnala impegnata in un torneo di qualificazione in Australia che darà alla vincitrice una wild card per gli Australian Open del prossimo gennaio. Come nei più classici film biografici americani, torniamo indietro di quasi dieci anni: è il 22 giugno 1999 e al primo turno di Wimbledon la sedicenne australiana Jelena Dokic umilia in 54 minuti, 6-2 6-0, la n.1 al mondo Martina Hingis. In mezzo a queste due date e a queste due situazioni agli antipodi c’è la storia del caso più emblematico di uno dei problemi del tennis contemporaneo: il rapporto a volte “malato” tra genitori e figli, che nei peggiori dei casi finisce per uscire dalla dimensione sportiva per travolgere la vita stessa dei giocatori.
Quel giorno a Wimbledon, come sempre, ad assistere Jelena c’è suo padre Damir: faccia cattiva, barbona nera e incolta, una settimana prima a Birmingham è stato arrestato “per aver disturbato il gioco con il suo tifo, aver chiamato l’arbitro nazista, aver aggredito un dirigente della WTA e, sotto l’effetto dell’alcol, essersi addormentato in mezzo alla strada e aver bloccato il traffico”. Nel corso del torneo, si distinguerà come al solito presentandosi ubriaco a Wimbledon avvolto nella bandiera britannica, urlando frasi sconnesse contro la Regina Elisabetta e Bill Clinton.

Nel 2000 Jelena si mette in luce ad aprile prendendo a schiaffi a Roma Venus Williams e a ottiene a luglio il suo miglior risultato di sempre in uno Slam, arrivando in semifinale a Wimbledon, dov’è eliminata da Lindsay Davenport. Anche Damir trova il modo di farsi notare: a Londra distrugge il telefonino di un giornalista e viene espulso dall’All England Club; a Flushing Meadows aggredisce una cameriera protestando contro l’elevato prezzo di un piatto di salmone; la WTA lo squalifica fino a marzo. Nel 2001 il primo strappo: per protestare contro gli organizzatori dell’Australian Open, che hanno a suo dire penalizzato Jelena con un sorteggio pilotato (al primo turno le è infatti toccata in sorte ancora la n. 2 Davenport), Damir convince la figlia a cambiare nazionalità e a giocare la Federation Cup con la Serbia e non più con l’Australia. Jelena sembra mantenere comunque la calma, e lo dimostra vincendo a Roma dove batte Conchita Martinez in semi e Amelie Mauresmo in finale. Il 19 agosto 2002 tocca la posizione numero 4 del ranking, la migliore in carriera.
Nel 2003, il divorzio: Jelena e si decide a tagliare ogni ponte col papà quando questi pretende che lei si sottoponga a cure psichiatriche dopo aver iniziato una relazione sentimentale col pilota di Formula 1 Enrique Bernoldi. I risultati peggiorano e la classifica crolla: nel 2004 diserta Melbourne ed esce al primo turno in tutti gli altri tre tornei dello Slam, chiudendo l’anno in 125° posizione. A gennaio 2006, dopo un anno di stop, Jelena beneficia di una wild card agli Australian Open, ma perde al primo turno da Virginie Razzano dopo aver fallito due match point; frattanto, Damir le facilita come al solito la strada: “Ho pensato di lanciare una bomba atomica su Sidney e di rapire mia figlia. Gli australiani con l'aiuto della Croazia e del Vaticano l'hanno sottoposta ad un lavaggio del cervello, ho pensato anche di uccidere un australiano per rappresaglia, ma non sarebbe servito a niente. In ogni caso la mia vendetta arriverà”. Di Jelena si perdono nuovamente le tracce, tanto che a novembre Damir torna a farsi vivo dalle colonne del Kurir, quotidiano serbo, denunciando il presunto rapimento di Jelena ad opera del suo ex allenatore e del suo ex fidanzato. Due giorni dopo, a distanza, Jelena lo smentisce e lo accusa di delirare e “dire cretinate da tre anni”. La WTA rende intanto noti i nomi delle 22 persone non gradite ai tornei: Damir è uno dei tre papà in lista (gli altri due sono Semen Linetsky, padre della russa Eugenia Linetskaya, e Manohar Rao, padre dell’indonesiana Sunitha Rao), in un elenco che comprende anche il famigerato Gunther Parche, il folle accoltellatore di Monica Seles ad Amburgo 1993.
Sparita dalla classifica nel 2007, è tornata a giocare (e a vincere) nel 2008 è tornata a giocare (e a vincere) al Challenger di Firenze, dove ha tra l’altro incrociato nei quarti Mirjana Lucic, altra ex-semifinalista a Wimbledon (1999) e come lei afflitta da un padre-orco (del quale aveva denunciato addirittura le violenze fisiche subite in adolescenza). Ha vinto 35 match su 45 giocati, è risalita in 178° posizione, sta provando a tornare nel giro che conta e le rare volte in cui è costretta a parlare del padre non lo cita mai per nome ma dice sempre “qualcun altro”. In fondo ha soli 25 anni, e quando le si chiede se non è ormai troppo tardi, cita un esempio che chiude ogni discussione: “A 30 anni Mary Pierce è riuscita a rientrare tra le prime 30 al mondo. Non vedo perché non potrei farlo anch’io”.

Video: alcuni games del match tra Jelena Dokic e Venus Williams a Roma 2000, vinto dalla Dokic 6-1 6-2

1
1
27 Gen 2009
alle 18:52

fabrizio

grande jelena....sei la migliore.....!!!!!!!hai una gran forza d' animo .....non perderla mai!!!!!!

Lascia il tuo commento

Accedi con Facebook Esci da Facebook

Attendere la pubblicazione del commento
Post in evidenza su Blogosfere